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Afrodisiaci

A volte la magia funziona. Ma tu sei un mago?

Prendi spunto dagli alberghi di lusso. Lascia un delizioso cioccolatino sul cuscino della tua amata.

Il primo bacio, subito dopo, sarà particolarmente squisito. Poi potrai dire:

"Lo sapevi che il cioccolato contiene un amino acido che stimola il cervello a produrre feniletilamina, una sostanza chimica che entra in circolo quando ci innamoriamo?" Se lei risponde: "Questa dev'essere la battuta più scarsa che hai mai detto", forse ti conviene tentare con qualcosa di più elegante o più romantico, tipo: "Sai, Casanova beveva sempre una cioccolata prima di entrare nel boudoir". Dille che il cioccolato è considerato un afrodisiaco fin da quando gli i\ztechi ne regalarono una scatola a Cortés.

Potresti persino fare dell'improvvisa apparizione dei cioccolatini il tuo personale, piccolo rito dell'ora dell'amore. Tutte le volte che uno di voi due vuole invitare il partner a una passeggiata nel giardino delle delizie terrene, potrà far capire la sua intenzione così, senza parole. Sarà il vostro privato segnale per il sesso. Chissà, potrebbero esserci quelle sere in cui entrambi trovate un cioccolatino sul vostro guanciale. Quelle sere che sono nei sogni di tutti noi.

Ma tutta questa storia dell'afrodisiaco ... c'è del vero? La risposta è: forse

sì e forse no. Smettila di voler essere così scientifico, È tutta questione di suggestione. Quando i ricercatori hanno cercato le prove degli effetti dei cosiddetti afrodisiaci, hanno spesso ottenuto fenomeni da placebo. In Canada, per esempio, in un' indagine sugli effetti della yohimbina, il 42 per cento degli uomini impotenti del gruppo esaminato reagì bene al trattamento ... ma lo stesso fece il 28 per cento del gruppo di "controllo", al quale fu somministrata una semplice pasticca di zucchero. La dottoressa Cynthia Mervis Watson di Santa Monica, nel suo libro L'alchimia dell'amore, scrive: "È senz'altro possibile che basti che il tuo cervello pensi che una data sostanza o un particolare rituale funzionerà, perché inneschi le giuste reazioni chimiche e il tuo corpo avverta tutti i segnali fisici dell'eccitazione".

Una vecchia canzone d'amore di Cole Porter diceva: "Fai, fai quel voodoo!".

Prossimamente alla farmacia sotto casa

Se insisti, ti parleremo di alcuni afrodisiaci veri, sicuri, funzionanti, scientificamente accertati. Sono sostanze chimiche con nomi come levodopa, trazodone, bupropione e fenfluramina. Purtroppo non ti può accadere di assumerle se non soffri di depressione clinica, bulimia o morbo di Parkinson. I pazienti a cui sono stati somministrati farmaci a base di queste sostanze hanno manifestato un risveglio del tutto inintenzionale della libido. Ma quando gli stessi farmaci furono somministrati a gruppi di persone sane, produssero solo risultati contrastanti e i vari effetti collaterali che si portarono dietro andarono dagli sbadigli incontrollati a irregolarità del ritmo cardiaco.

Ciononostante gli esperimenti condotti dalla comunità dei ricercatori medici con queste sostanze hanno consentito di giungere a una miglior comprensione dell'eccitamento e della chimica cerebrale che la sostiene. Negli ultimi decenni abbiamo visto alcuni farmaci deprimere l'eccitazione sessuale, in particolare quelli comunemente prescritti per la pressione alta, la depressione e il colesterolo alto. Ce ne sono altri, tra i quali quelli che abbiamo citato poco prima, che animano la libido. Quasi tutti lo fanno mimando gli effetti di una sostanza chimica prodotta dal cervello che si chiama dopamina, uno dei neurotrasmettitori che le cellule cerebrali usano per comunicare tra loro. Raymond C. Rosen, professore alla scuola di medicina Robert WoodJohnson a Piscataway, New Jersey, negli Usa, e autorevole ricercatore in questo campo, ha coniato un termine per questi medicinali: farmaci prosessuali.

L'afrodisiaco perfetto, dice il dottor Rosen, aumenta il desiderio sessuale e il piacere e migliora la prestazione. È una sostanza magica che "ancora ci è ignota", precisa. Ma ci sono già alcune sostanze che ottengono almeno parzialmente i risultati descritti. In modo specifico, sono i farmaci utilizzati per il trattamento di problemi erettivi, tipo il Viagra, per capirci. È in arrivo anche un farmaco per la cura dell'eiaculazione precoce. "Stiamo imparando a conoscere sempre meglio la neurofarmacologia", dice il dottor Rosen. " Il futuro dei farmaci prosessuali è molto promettente".

Bene, tutto questo è bello per gli uomini con problemi, diciamo, meccanici. Ma come la mettiamo con il desiderio? Con il piacere? Che cosa fare per le persone che non sanno suscitare in sé o uno o l'altro? Sembra che le maggiori case farmaceutiche non siano interessate a questo aspetto della sessualità. "I pochi sforzi fatti per aumentare la libido non hanno dato risultati", riferisce il dottor Rosen. "Non abbiamo allo stato attuale un buon farmaco per la libido che sia libero da effetti secondari. "Qualche anno fa tra i ricercatori si sperò di poter puntare sul quinelorane. Si arrivò fino alla sperimentazione clinica, ma quando come effetto secondario apparve la nausea, Eli Lilly, che l'aveva messo a punto, interruppe bruscamente la ricerca. E allora? A che cosa dobbiamo affidarci? Di nuovo alla cantaride?

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Mangiamo tuberi selvatici?

Molto tempo fa, quando eravamo sbarbati giovincelli, non sapevamo se gli afrodisiaci si chiamano così perché provengono dall'Africa, ma tutti avevamo sentito parlare della cantaride. Si diceva che inducesse una donna a scongiurarti di fare sesso con lei. All'epoca in cui eravamo dei brufolosi quattordicenni, pensavamo che fosse l'unico sistema con cui poter avere rapporti con il sesso opposto. Il concetto stesso di afrodisiaco ben si inseriva nella filosofia da playboy dell'epoca, mitizzato dalla prima adolescenza: il trucco infallibile con cui irretire sessualmente una giovane donna. Una bomba.

In L'alchimia dell'amore la dottoressa Watson smonta i nostri sogni liceali sulla cantaride. Dice che non è affatto un afrodisiaco. L'estratto di questo bacherozzo provoca, fra vari sintomi orribili, un'estrema irritazione del tratto urogenitale e una ruzzata nel fieno non è proprio quello che viene in mente come antidoto al dolore a chi ne è colpito.

Dimenticati la cantaride. Esistono migliaia di afrodisiaci tradizionali nel bagaglio culturale di tutte le principali civiltà e molti sono citati nel libro della dottoressa Watson. Lei sostiene che molti degli afrodisiaci tradizionali contengono le vitamine, gli aminoacidi e gli enzimi che nutrono la nostra chimica cerebrale producendo le sostanze necessarie all'amore: "È questo il motivo per cui funzionano davvero", afferma. È bene che sappia che la Food and Drug Amministration sostiene che non funzionano affatto.

Il regno vegetale è dove l'industria farmaceutica trova le sue materie prime, perciò se sei un appassionato di erboristeria, puoi scavalcare l'intermediario. Tra le venerande erbe dell'amore ci sono: damiana (un arbusto che cresce nei deserti del Messico e del Texas), le bacche di serenoa (un tipo di palma che cresce nel sudest americano), la batata selvatica (originaria del Messico), la radice di liquirizia, la noce di cola, il ginkgo, la salsapariglia, il trifoglio rosso e il polline entomofilo.

Maggiori informazioni su questi ingradienti naturali e sugli integratori a base di prodotti erboristici nella sezione integratori

Puoi trovare prodotti che stimolano la risposta sessuale nella sezione stimolanti sessuali.

 

Nel caso tu non abbia la minima intenzione di trangugiare pillole e applicarti lozioni di dubbia provenienza, puoi provare con un metodo di esercizi naturali per il pene.

Pare infatti che uno degli effetti principali degli esercizi di allungamento del pene sia la riscoperta del desiderio e del piacere sessuale. E intanto che eserciti la riscoperta del piacere sessuale, gli stessi esercizi ti allungheranno anche le dimensioni del pene: il piacere è quindi assicurato soprattutto per la tua partner!

Esercizi naturali UomoVero

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