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Ecco il concetto base (cerca di non gridare "ahi!"): poco prima di quando vuoi far l'amore, ti pratichi un'iniezione alla base del pene con un ago minuscolo e questa produce un'erezione dall'aspetto naturalissimo che dura da mezz'ora a un paio d'ore.

Nonostante i suoi ovvi inconvenienti, la terapia tramite iniezione è immensamente popolare: decine di migliaia di uomini ne hanno usufruito in tutto il mondo, riferisce il dottor Drogo K. Montague, direttore del Center for Sexual Function alla Cleveland Clinic Foundation.

Sono stati usati diversi farmaci, ma i più efficaci e meglio studiati sono la papaverina, la fentolamina e la prostaglandina El. "Funzionano tutti facendo dilatare i vasi sanguigni, così che il pene si congestioni, e possono essere somministrati in modo che l'erezione duri quanto si vuole", spiega il dottor Guido Piediferro, del servizio di andrologia dell'Ospedale San Paolo di Milano, che avverte però di non mantenere l'erezione per più di due-tre ore e di non fame uso più di dieci-quindici volte al mese.

Le iniezioni sembrano funzionare tanto per gli uomini anziani quanto per quelli più giovani. In uno studio condotto dai ricercatori del Duke University MedicaI Center di Durham, nel North Carolina, sono state esaminate le cartelle cliniche di due gruppi di uomini divisi in base all'età: dai 35 ai 55 anni e oltre i 65. A tutti era stata iniettata una mistura di papaverina/fentolamina. Benché la cause dell'impotenza fossero alquanto diverse fra questi due gruppi, il risultato si era rivelato egualmente positivo per entrambi, anche se gli uomini più anziani avevano spesso bisogno di una dose maggiore per avere l'erezione e usavano il farmaco meno di frequente. Le complicazioni erano poche, con conseguenze minime, e si verificavano con uguale frequenza nei due gruppi.

Il grosso inconveniente è doversi fare ogni volta una puntura nelle parti intime. Purtroppo, non si è trovato un modo migliore per far arrivare il farmaco nelle due cavità lunghe e strette del pene (corpora cavernosa) che si riempiono di sangue durante l'erezione. Tali cavità sono circondate da un tessuto fibroso e resistente, la tunica albuginea, che deve essere perforato per instillarvi il liquido. Applicare semplicemente un rimedio topico sulla pelle, portare un cerotto o cercare di diffonderlo con la corrente elettrica (ionoforesi e iontoforesi) non funziona.

Un altro inconveniente è che la terapia è decisamente costosa. A seconda di quanto la si usa, un rifornimento per due mesi può costare dai 250 ai 350 euro, circa 15-20 euro a iniezione.

Agli albori di questa terapia, quando veniva usata la papaverina da sola, a volte gli uomini avevano erezioni lunghe e dolorose che richiedevano una corsa (imbarazzante e incresciosa) al pronto soccorso per far ritornare giù l'arnese. Allo scopo occorrevano farmaci che potevano scatenare una pressione arteriosa talmente alta da costituire un rischio mortale. Tale effetto collaterale è stato ridotto con l'introduzione della fentolamina prima e della prostaglandina E1 poi. E al giorno d'oggi, dice il dottor Piediferro, il farmaco più popolare è la PGE1 , che raramente provoca questo inconveniente .

Anni di iniezioni possono produrre piccoli noduli duri di tessuto cicatrizzato nell'asta del pene. In un'indagine si è appurato che dopo otto anni circa il 50 per cento dei pazienti continuava a usare le iniezioni, ma circa il 22 per cento dichiarava che si erano formati dei noduli nel punto in cui entrava l'ago, anche se pochi li ritenevano davvero fastidiosi.

Farsi da soli le punture richiede una certa dose di destrezza, quindi questa terapia non è indicata per chi non gode di una buona vista, chi è affetto dal morbo di Parkinson, chi soffre di problemi psicologici e per chi ha un ventre prominente.

Presi tutti assieme, questi inconvenienti danno come risultato un alto tasso di abbandono, in genere agli inizi della cura. Non è chiaro se questo è dovuto agli effetti collaterali, alla mancanza di spontaneità o solo al fatto che molti la ritengano una seccatura.

Sta facendo capolino qualche miglioramento. Per quelli a cui viene una strizza boia all'idea di conficcare un ago proprio "lì", gli scienziati israeliani sono ricorsi all'Instaject 11, un piccolissimo ago. Gli uomini che lo hanno provato si sono dichiarati soddisfatti: le iniezioni erano indolori e facili. Altri ricercatori hanno messo a punto uno strumento che assomiglia a una penna a sfera: si preme semplicemente il piccolo stantuffo alla sommità e dall'altra parte spunta un minuscolo ago.

È in uso anche un sistema di inserimento intrauretrale, nel quale una minuscola pillola da inserto sottocutaneo, contenente gli stessi principi attivi delle iniezioni, viene infilata nella punta del pene con un piccolo applicatore. Pare che funzioni altrettanto bene.

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