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Problematiche: ansia da prestazione

Che cosa fare quando si scatena la paura

"In un angolo della mente sento che devo darmi da fare", scrive un trentaquattrenne che lavora in un impianto di depurazione delle acque. " In realtà so che non devo. Semplici movimenti sono molto soddisfacenti per lei".

Vorremmo ringraziare questo nostro lettore per la sua definizione chiara e semplice dell'ansia da prestazione. È nervoso di dover mostrare abilità nell'atto sessuale. Ecco che cos'è. Quel piccolo cruccio, in un angolo della mente, che non ce la farai.

Capita a tutti, ogni tanto. Ma per alcuni quella preoccupazione si sposta nella parte centrale della mente, prende il sopravvento e porta direttamente all'insuccesso. In questi casi l'ansia da prestazione non è soltanto una piccola voce, è un serio problema mentale che può mettere la parola fine alla vita sessuale.

Nei casi più gravi può manifestarsi fisicamente in uno di questi tre modi: problemi di erezione, eiaculazione precoce o, molto raramente, eiaculazione ritardata. Il più frequente è il primo: l'incapacità di "farlo rizzare" o, altrettanto comunemente, di mantenerlo eretto.

William H. Masters e Virginia E. Johnson la consideravano la chiave di molte disfunzioni. " Il timore dell'inadeguatezza", così la chiamavano, "è il maggiore deterrente conosciuto all'efficace funzionamento sessuale", hanno scritto nel loro classico del 1970 Patologia e terapia del rapporto coniugale: le insufficienze sessuali nell'uomo e nella donna. Naturalmente in qualche occasione i due sessuologi avevano mancato qualche colpo, affermando che la maggior parte delle disfunzioni sessuali sono mentali. Adesso sappiamo che le cose sono molto più complicate. Tanti insuccessi nell'erezione originano da cause fisiche, come le arterie ostruite dal colesterolo o particolari reazioni ai farmaci, e l'eiaculazione precoce può essere una questione di gioventù e di ipersensibilità.

Ma l'angoscia che chiamiamo ansia da prestazione sarà sempre con noi: Masters e Johnson hanno il merito di aver individuato il problema con precisione e di averlo curato. Hanno anche coniato un'espressione che descrive esattamente ciò che fa un uomo quando ne è invaso. Lo hanno chiamato il ruolo dello spettatore, un termine che i terapeuti sessuali hanno da allora adottato. Essenzialmente, diventi uno spettatore del tuo stesso atto sessuale, valutandoti e osservandoti invece di lasciarti andare. In questo modo il timore di un problema diventa il problema. Come? L'apprensione riguardo la tua prestazione sessuale fa letteralmente sloggiare i piaceri sensuali del momento, e dato che non provi piacere sensuale ti si affloscia. È ovvio. E questo ti rende ancora più timoroso la prossima volta, e... puoi capire come possa iniziare un circolo vizioso.

Ritornare in contatto

A partire dal 1959, Masters e Johnson hanno curato centinaia di persone nella loro clinica presso la Washington University di Si. Lascia. Arrivavano coppie da ogni parte degli Stati Uniti per sessioni di due settimane. La terapia comprendeva sempre entrambi i partner, anche se potrebbe sembrare che sia un "problema dell'uomo", perché in realtà è un problema del matrimonio; a Masters e Johnson piaceva dire che il loro paziente era il nucleo coniugale. Prendiamo una coppia curata per l'impotenza, per esempio. I due terapeuti cominciavano spiegando al maschietto che non potevano insegnargli ad avere un erezione. È un processo organico naturale, come respirare o digerire. Però poteva imparare a concedersi di avere un'erezione.

Questa sessione di due settimane si proponeva una forma di terapia chiamata "focalizzazione sensoriale" (in parole povere vuol dire che ci si concentrava sui sensi). Alle coppie veniva ordinato di starsene per conto proprio, spogliarsi, assumere a turno il ruolo del partner che "dà" o che "riceve" e poi ricominciare tutto daccapo. Si toccavano e si esploravano l'un l'altra, davano e ricevevano piacere, ma in nessun caso avevano il permesso di toccare la zona pelvica. Era proibito fino a quando riacquisivano gradatamente la capacità del piacere sessuale e perdevano il panico abituale sulla questione se lui "ce l'avrebbe fatta" oppure no. "La focalizzazione sensoriale, quando viene esplorata senza manifeste pressioni per la prestazione, diventa una cosa che i partner matrimoniali possono plasmare e strutturare come mutuamente desiderano", così dice il libro. `Allora diventa una cosa tutta loro, non una tecnica che è stata organizzata per loro".

Lasciar crescere il problema

Purtroppo, Masters e Johnson hanno divorziato e nel 1994 il loro famoso Masters and Johnson Institute di St.Louis è stato chiuso, dopo quarant'anni di attività. Le loro idee però continuano a essere d'aiuto ai terapeuti ancor oggi, come indica un'edizione del Journal of Sex and Marital Therapy.

Barry A. Bass, psicologo clinico che esercita privatamente a Baltimora, racconta nell'articolo di un uomo che era stato felicemente sposato per 25 anni. Una sera ricevette una telefonata intercontinentale particolarmente sconvolgente dal figlio: scoprì che si era ammalato gravemente mentre si trovava all'estero. Più tardi, quella stessa sera, lui e la moglie fecero l'amore. E lui non riuscì a mantenere l'erezione. Invece di ignorare la cosa, o di considerarla un avvenimento isolato, da inserire nel contesto di una giornata con forti emozioni e con la possibilità della morte del figlio, cominciò a preoccuparsi. E a preoccuparsi. "Non c'è da sorprendersi se durante i rapporti sessuali successivi il signor H. cominciò a fare da spettatore di se stesso, trovando sempre più difficile avere o mantenere l'erezione", scrive il dottor Bass.

"Quando lo vidi, quasi un anno dopo la data in cui sperimentò quella che poteva essere stata solo una disfunzione transitoria... il signor H. si era fatto visitare dal medico di famiglia e poi da due urologi, il secondo dei quali lo ricevette in un "centro regionale per l'impotenza". Il costo totale di questi consulti superava i 2.500 dollari".

II signor H. si fermò quando l'urologo gli propose l'iniezione nel pene.

Il dottor Bass usa questo aneddoto per avvertire che forse ci si è spinti troppo in là. Se negli anni Settanta i medici pensavano che tutte le disfunzioni sessuali fossero mentali, oggi troppi medici ritengono che le origini siano puramente fisiche. In molti casi le cause sono sia fisiche sia mentali. Ecco perchè è importante curarsi con un metododi esercizi completo, serio, efficace.

Un punto andato a segno. Ma l'aneddoto del dottor Bass ci lascia con la sgradevole sensazione che il blocco sessuale come risultato dell'ansia da prestazione potrebbe accadere a chiunque, in ogni momento e in ogni luogo. Anche questo però non è del tutto vero.

Quasi tutti gli uomini sperimentano piccoli episodi di ansia da prestazione durante la loro vita, senza che questo diventi un grosso problema. Un lettore venticinquenne di Mens Health che ha risposto al nostro sondaggio si lamentava della natura competitiva degli uomini: "Sentiamo di dover assolutamente dare l'orgasmo a una donna per essere considerati veri uomini. Quando siamo a letto sentiamo automaticamente di essere in competizione con qualunque altro uomo con cui sia andata a letto quella donna". E praticamente ogni uomo con più di 40 anni ha sperimentato almeno una défaillance. "Una volta che accade, dice Barry McCarthy, professore di psicologia alla American University di Washington, "l'uomo non tornerà a erezioni completamente prive di apprensione".

Forse nell'aneddoto del dottor Bass sono all'opera forze più profonde. Stephen B. Levine, direttore del Center for Human Sexuality agli University Hospitals di Cleveland, nel suo libro Sexual Life: A Clinician's Guide (La vita sessuale: una guida per il clinico), solleva l'argomento che l'ansia da prestazione può servire da distrazione da una crisi esistenziale. "Per alcuni, fare l'amore sembra creare un confronto con le proprie verità psichiche", scrive. "L'ansia da prestazione, che in genere inizia dopo uno o due fallimenti, aiuta l'uomo a evitare di pensare a tali verità". In particolare, sembra sorgere durante i cinque maggiori cambiamenti della vita: deterioramento del rapporto, divorzio, morte del coniuge, fallimento vocazionale e perdita della salute propria o del coniuge.

Il fatto che le stesse crisi influenzino la vita degli uomini in modo diverso suggerisce che i livelli di ansia da prestazione sono altamente personali. Alcuni sembrano più soggetti di altri. Questi uomini soffrono di elevati livelli di ansia, per esempio, o di ansie allargate alla vita sociale. Oppure possono essere mentalmente rigidi, incapaci di mettere da parte il mito che dovrebbero riuscire ad avere l'erezione tutte le volte che vogliono, o che i veri uomini non prestano attenzione ai sentimenti.

A proposito, anche le donne sono suscettibili di ansia da prestazione. Si preoccupano di riuscire a raggiungere l'orgasmo perché sanno quanto fa piacere agli uomini. E l'ansia che ne deriva spiega una parte di tutti i falsi orgasmi che ci sono in giro.

Stai generalizzando troppo?

La focalizzazione sensoriale non è l'unica terapia per l'ansia da prestazione. Alcuni uomini sono decisamente male informati sul proprio corpo e vengono aiutati con un'educazione che li mette in grado di avere aspettative realistiche.

È di aiuto anche una nuova branca della psicologia che si chiama terapia cognitiva, secondo la quale la gente reagisce male a causa di ossessioni mentali, come il modo di ragionare tutto o niente ("Non ho un'erezione rigida al 100 per cento, quindi non ho affatto l'erezione") o l'eccessiva generalizzazione ("La scorsa notte non mi è venuto duro, quindi non mi diventerà duro mai più"). Una volta che le persone riconoscono che queste sono le cose che dicono a se stesse, sono pronte per la terapia cognitiva, che può rifornirle di messaggi più razionali per i momenti critici.

Anche se l'impotenza di un uomo ha radici in una causa fisica, l'ansia da prestazione spesso complica la situazione. Peggiora le cose e può ostacolare il rapporto sessuale anche molto dopo che la difficoltà fisica è stata risolta. Quindi dev'essere curata assieme al problema fisico.

Se sei tormentato da preoccupazioni che però rimangono in un angolino della mente e per il momento non influiscono sulla tua prestazione, Shirley Zussman, terapista sessuale e condirettrice dell'Association for Male Sexual Dysfunction di New York, ha un'idea che fa al caso tuo: "Consiglio di cercare di entrare in una fantasticheria, per distrarre la distrazione". E suggerisce di essere egoista. Sì, hai capito bene: egoista. Se preoccuparti troppo per la tua partner e per le sue reazioni ti crea problemi, allora concentrati su te stesso. "Potete essere dei buoni amanti solo se siete eccitati", dice.

Queste terapie e questi suggerimenti ti cureranno dall'ansia da prestazione? Non proprio. "Niente è una cura", avverte la dottoressa Zussman. "Però può essere utilissimo per annullare il danno".

Dieci idee efficaci

In un documento scientifico pubblicato sul journal of Sex Education and Therapy, Stephen B. Levine e Stanley E. Althof del Center for Human Sexuality degli University Hospitals di Cleveland hanno notato che molti casi di blocco dell'erezione sono realmente ciò che essi chiamano una difesa adattativa. In altre parole servono qualche bisogno nascosto, che si tratti di un allontanamento dal partner sessuale o di una distrazione da grossi cambiamenti nella vita che avvengono in quel momento.

"Il paziente pensa di voler avere il rapporto sessuale e qualcosa dentro di lui non glielo permette", scrivono. Per far sì che anche gli uomini pensino a ciò che potrebbe essere quel "qualcosa", lanciano queste idee:

1. Il pene è legato al cuore.

2. Cerchi di fare il gallo nel pollaio, eh?

3. In alcune lingue polinesiane non esiste un termine per impotenza. Quando un uomo non riesce ad avere l'erezione, conclude che tutto sommato non doveva sentirsi dell'umore giusto.

4. Penso che il tuo pene sappia qualcosa che tu non sai.

5. Quel tuo pene floscio è tuo amico; cerca di scoprire in che modo ti sta proteggendo.

6. Più di duecento anni fa, il consiglio medico per curare l'impotenza era di andare a casa e avere sei esperienze amatorie senza collegamento con il coito. In due secoli il linguaggio è un po' cambiato, ma non l'idea di far l'amore per un po' senza cercare di avere il solito rapporto sessuale. Vorrei che tu provassi questa tradizione consacrata dal tempo.

7. Il pene è l'organo dell'attaccamento emotivo.

8. Quasi tutti pensano che fare l'amore per la prima volta con una partner è come una corsa fra due cavalli: la Paura corre contro l'Eccitazione.

9. Lo so che vorresti star meglio di ieri, però mi preoccupo quando un uomo guarisce troppo in fretta. Preferisco aiutarti a rimanere potente che aiutarti ad avere il rapporto un po' di volte.

10. Penso che alla fine starai bene!

continua

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